Dott. Alessandro Landi
Specialista in Neurochirurgia e Chirurgia Spinale
tel +39 329 0641772- +39 3921259198

Frequently Asked Questions

La fisioterapia è estremamente utile ma deve essere eseguita da mani esperte e deve essere indirizzata alla patologia specifica responsabile del mal di schiena. Chiaramente non tutte le fisioterapie danno gli stessi benefici. in particolare la fisioterapia più utile e che si è visto ha i maggiori effetti a livello del rachide è la posturale, eseguita principalmente con le metodiche Mezieres e Souchard. Tale trattamento ha la peculiarità di detendere le contratture muscolari e le tensioni muscolari fisiologiche e patologiche che sono alla base di attggiamenti posturali del rachide scorretti. Effetto finale è quello di ripristinare le fisiologiche curvature della colonna eliminando i sovraccarichi assiali che possono causare la degenerazione dei metameri. la ginnastica posturale deve però essere eseguita sotto controllo diretto del fisioterapista e deve avere una cadenza mono o bisettimanale, per cicli di circa 8-10 sedute. in associazione alla posturale può essere utile eseguire nuoto, preferibilmente sul dorso, poichè aiuta ad allungare i muscoli della schiena e la fa lavorare fuori carico. altri presidi fisioterapici come TENS, TEKAR, ultrasuoni, radar, laser, sono trattamenti sintomatici, ossia volti solo a eliminare o ridurre la sintomatologia, ma non ad agire sulla causa. sono comunque utili per alleviare l'infiammazione e il conseguente dolore dalla parte interessata. la Posturale e il nuoto agiscono invece sulla causa che genera il dolore. Chiaramente la fisioterapia non è la panacea di tutti i mali poichè una buona parte dei pazienti non risolve il problema e deve comunque affrontare il trattamento chirurgico. In ogni caso, in assenza di deficit neurologici documentati e obiettivabili e in presenza di un dolore controllabile, la fisioterapia rimane sempre il rpimo step di trattamento.

Diversi specialisti possono avere le competenze per affrontare dal punto di vista clinico, diagnostico e terapeutico un problema alla schiena; ortopedico, neurochirurgo, fisiatra possono in egual misura risponder alle esigenze del paziente Chiaramente una specializzazione approfondita sulle patologie della colonna vertebrale pone il medico nella condizione di poter affrontare il problema nel miglior modo possibile. il consiglio è un'attenta scelta del medico e delle sue competenze, al fine di individuare lo specialista più  adatto alle proprie esigenze.

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sono di presidi impiantabili che hanno lo scopo di distrarre i processi spinosi vertebrali allargando di conseguenza i forami di coniugazione da cui escono le radici nervose. malgrado però l'uso spropositato di questi presidi negli ultimi anni, recentemente si è visto come una grossa percentuale di questi provochi una ripresa della sintomatologia a distanza di 1 o due anni dall'intervento. Bisogna sottolineare degli aspetti importanti riguardo tali presidi:

1: lo spaziatore interspinoso agisce alterando la biomeccanica del rachide, poichè mette la colonna in distrazione e aumenta il carico assiale sul disco. ciò nell'immediato può dare una risoluzione dei sintomi radicolari, ma a distanza di tempo non fa altro che velocizzare il processo di degenerazione metamerica che aveva portato alla sintomatologia. 

2: ci sono delle controindicazioni assolute all'impiego di tali presidi: la lisi istmica, la presenza di una stenosi centrale serrata con claudicatio, la presenza di instabilità vertebrale o di spondilolistesi, le cisti sinoviali. In altre parole l'utilizzo di tali presidi e estremamente limitato data l'esigua coorte di pazienti in cui è utile impiantarli.

3. la durata dell'intervento è ridotta, rendendo questo presidio inquadrabile nelle metodiche di chirurgia minvasiva del rachide.inoltre i ridotti tempi chirurgici rendono questa metodica molto appetibile sia per il chirurgo che per il paziente. bisogna però sottolineare che la chirurgia della colonna vertebrale è molto complessa e ampia e tanto il chirurgo quanto il paziente non devono adattare la patologia alla tecnica chirurgica che conoscono, ma eseguire il miglior trattamento possibile per curare quella determinata patologia

4: l'unica indicazione a mio parere possibile per l'impianto degli interspinosi è la stenosi foraminale mono o biradicolare. bisogna però ricordare che comunque il distanziatore altera la biomeccanica del tratto, può cioè favorire e non prevenire la degenerazione vertebrale.,

Rimanendo in tema di interspinosi personalmente ritengo che la concezione biomeccanica con cui lavorano sulla schiena sia controproucente nei riguardi del processo degenerativo del rachide, per cui è mia opinione ridurre all'estremo l'utilizzo di tali presidi.

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Per  sciatica o sciatalgia, si intende un dolore irradiato all’arto inferiore lungo il decorso del nervo sciatico composto dalle radici  L4 (in parte), L5 e S1. Per cruralgia invece s’intende un dolore irradiato alla coscia anteriore o anteromediale fino al ginocchio (L2, L3, parte di L4). l dolore sciatalgico o cruralgico può essere riferito come un’irradiazione  continua a partenza dal rachide lombare lungo il dermatomero (zona del corpo innervata da una radice) della radice interessata o come dolore insulare e cioè localizzato in un’area circoscritta senza continuità spaziale con il rachide lombare.  Il dolore è generalmente accentuato dai movimenti del rachide , dai colpi di tosse, dallo starnutire, e in sostanza da tutte le manovre che aumentano la pressione addominale. Un’altra presentazione possibile è la cosiddetta “sciatica paralizzante” in cui il segno prevalente è la difficoltà a deambulare a causa del deficit muscolare. Infine la sintomatologia può esordire con una “sindrome della cauda equina” e cioè un coinvolgimento multiradicolare associato a gravi compromissioni neurologiche sfinteriche (incapacità a trattanere urine e feci) e la classica anestesia a sellino della zona perineale.

il mal di schiena, o lombalgia, è un sintomo avvertito almeno una volta nella vita dal 98% della popolazione; questo ci da le dimensioni dell'ampiezza del fenomeno, che si presenta come la seconda causa in ordine di frequenza con cui un paziente si rivolge al medico di base. La frequenza con cui si manifesta tale sintomatologia è strettamente correlata all'attività quotidiana che ciascun individuo effettua: Proprio in relazione a ciò è da sottolineare come il mal di schiena si manifesti in chi conduce una vita sedentaria (impiegati, lavoratori di sportello, informatici, autisti ecc), nei soggetti che eseguono lavori pesanti (muratori, agricoltori, facchini ecc), ma anche nei soggetti atletici e sportivi: questo in relazione al fatto che il sintomo è la manifestazione clinica del sovraccarico funzionale della schiena, che avviene in misura diversa, in tutte le attività che si svolgono quotidianamente. In particolare bisogna sottolineare come l'attività sedentaria o lavorativa che comporta molte ore in posizione seduta, sovraccarica più di altre la colonna vertebrale, poichè aumenta di quasi l'80 % il carico che il peso del corpo esercita sulla colonna. Inoltre la vita sedentaria favorisce l'aumento di peso, che a sua volta comporta un ulteriore sovraccarico, gravato anche dal fatto che ciò si ripercuote sulla postura alterandone la normale fisiologia. Di contro anche chi svolge attività pesanti o sport agonistico è soggetto a sollecitazioni eccessive sulla colonna, direttamente connesse però al carico di lavoro eseguito e parzialmente contrastate dal tono muscolare che, in questo caso, appare adeguato. In conclusione tutti possono soffrire di mal di schiena, dal giovane all'anziano, dall'impiegato allo sportivo.

Il mal di schiena è sicuramente un sintomo frequente , ma non necessariamente connesso alla necessità di un intervento chirurgico. E' molto importante inquadrare correttamente il problema responsabile del mal di schiena, al fine di impostare una corretta strategia terapeutica. Le cause responsabili possono andare da semplici contratture muscolari, a alterazioni della postura globale del rachide, fino a patologie osteoartrosiche, traumatiche e oncologiche, per cui risulta di primaria importanza un corretto iter diagnostico strumentale al fine di impostare una terapia adeguata, che può avvalersi di presidi farmacologici e fisioterapici; L'intervento chirurgico viene riservato solo a quei pazienti in cui il trattamento conservativo non da beneficio o non è indicato, oppure in presenza di una condizione patologica che comporta un deficit neurologico per il paziente.

Alessandro Landi - docplanner.it