Dott. Alessandro Landi
Specialista in Neurochirurgia e Chirurgia Spinale
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Che cosa sono gli spaziatori interspinosi?

sono di presidi impiantabili che hanno lo scopo di distrarre i processi spinosi vertebrali allargando di conseguenza i forami di coniugazione da cui escono le radici nervose. malgrado però l'uso spropositato di questi presidi negli ultimi anni, recentemente si è visto come una grossa percentuale di questi provochi una ripresa della sintomatologia a distanza di 1 o due anni dall'intervento. Bisogna sottolineare degli aspetti importanti riguardo tali presidi:

1: lo spaziatore interspinoso agisce alterando la biomeccanica del rachide, poichè mette la colonna in distrazione e aumenta il carico assiale sul disco. ciò nell'immediato può dare una risoluzione dei sintomi radicolari, ma a distanza di tempo non fa altro che velocizzare il processo di degenerazione metamerica che aveva portato alla sintomatologia. 

2: ci sono delle controindicazioni assolute all'impiego di tali presidi: la lisi istmica, la presenza di una stenosi centrale serrata con claudicatio, la presenza di instabilità vertebrale o di spondilolistesi, le cisti sinoviali. In altre parole l'utilizzo di tali presidi e estremamente limitato data l'esigua coorte di pazienti in cui è utile impiantarli.

3. la durata dell'intervento è ridotta, rendendo questo presidio inquadrabile nelle metodiche di chirurgia minvasiva del rachide.inoltre i ridotti tempi chirurgici rendono questa metodica molto appetibile sia per il chirurgo che per il paziente. bisogna però sottolineare che la chirurgia della colonna vertebrale è molto complessa e ampia e tanto il chirurgo quanto il paziente non devono adattare la patologia alla tecnica chirurgica che conoscono, ma eseguire il miglior trattamento possibile per curare quella determinata patologia

4: l'unica indicazione a mio parere possibile per l'impianto degli interspinosi è la stenosi foraminale mono o biradicolare. bisogna però ricordare che comunque il distanziatore altera la biomeccanica del tratto, può cioè favorire e non prevenire la degenerazione vertebrale.,

Rimanendo in tema di interspinosi personalmente ritengo che la concezione biomeccanica con cui lavorano sulla schiena sia controproucente nei riguardi del processo degenerativo del rachide, per cui è mia opinione ridurre all'estremo l'utilizzo di tali presidi.

Alessandro Landi - docplanner.it